Eritrea, Benin, Nigeria e Tanzania. Sono queste le quattro nazioni africane che mancano alla ratifica definitiva dell’accordo sull’Area africana di libero scambio (AfCFTA), il documento più importante per l’economia del continente.

Il patto è stato lanciato e firmato da 44 nazioni africane al vertice dell’Unione Africana di marzo 2018 a Kigali, Ruanda. Successivamente se ne sono aggiunti altri otto. Ad oggi ben 15 paesi hanno depositato i loro strumenti di ratifica AfCFTA presso il Presidente della Commissione dell’Unione africana. Questi sono Ghana, Kenya, Ruanda, Niger, Ciad, Repubblica del Congo, Gibuti, Guinea, eSwatini, Mali, Mauritania, Namibia, Sud Africa, Uganda, Costa d’Avorio. Altri paesi, la Sierra Leone, il Senegal, il Togo, l’Egitto e lo Zimbabwe, hanno già ricevuto le approvazioni parlamentari per la ratifica.

I punti ancora da discutere circa l’Area africana di libero scambio riguardano la concorrenza,  le disposizioni per gli investimenti, la proprietà intellettuale e l’e-commerce. Finora i protocolli su beni, servizi e risoluzione delle controversie sono stati completati e i loro allegati saranno pronti a luglio.

L’obiettivo dell’Unione Africana è chiudere la seconda fase dei negoziati entro l’inizio del 2021