Secondo i dati della Banca Mondiale del 2018, il commercio estero tunisino rappresenta il 111% del PIL del paese. La produzione di fili e cavi continua ad essere la principale industria esportatrice della Tunisia (12,9% di tutte le esportazioni), seguita da quella tessile, derivati del petrolio, apparati elettrici, olio d’oliva e trasporti. Per quanto riguarda il Marocco invece, sempre secondo la Banca Mondiale, il commercio estero rappresenta l’88% del PIL del paese, con al primo posto (12,2%) le esportazioni di auto, seguite da quelle di filo smaltato o anodizzato, fertilizzanti, tute, viaggi, trasporti e servizi alle imprese. Il paese è sede di impianti di produzione di automobili francesi Renault e di fornitori di ricambi auto.

L’Unione europea è il principale partner commerciale della Tunisia e del Marocco. Tra i paesi dell’UE, la Francia è stato il primo partner commerciale della Tunisia, rappresentando il 30,6% delle esportazioni tunisine e il 15,1% delle sue importazioni (secondo solo all’Italia). L’Italia, infatti, rappresenta il secondo posto delle esportazioni tunisine e il primo posto delle importazioni. I principali partner commerciali del Marocco sono Spagna e Francia, seguiti da Italia, USA e India.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), l’import/export tunisino è aumentato in modo progressivo dal 2016 fino ad oggi, e continua ad aumentare.
Nel 2018 vediamo infatti che le importazioni di beni dalla Tunisia sono ammontate a 22,7 miliardi di dollari nel 2018, contro 15,5 miliardi di dollari per le esportazioni. Nello stesso anno, le importazioni di servizi hanno raggiunto quasi 3 miliardi di dollari, mentre il valore delle esportazioni ammontava a 3,64 miliardi di dollari, che tradotto in percentuale: le importazioni rappresenterebbero il 60.7% del PIL e le esportazioni il 49.8% (Dati della Banca Mondiale 2019). Al primo posto dei prodotti esportati, con un 13.2% del totale delle esportazioni, vi sono: filo smaltato o anodizzato, cavi coassiali ed altri conduttori isolanti per l’elettricità, anche muniti di pezzi di congiunzione. Inoltre, vengono esportati cavi di fibre ottiche, costituiti di fibre rivestite individualmente. Questi dati evidenziano un’opportunità incredibile per le aziende italiane specializzate nella trasformazione di materie prime.

Secondo i dati dell’OMC, nel 2018 il Marocco ha esportato 28,60 miliardi di dollari di merci, mentre le importazioni hanno raggiunto il doppio di tale valore, 51 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i servizi, il paese ha confermato la tendenza inversa nel 2018 registrando 9,29 miliardi di dollari di importazioni e quasi il doppio valore di 17,89 miliardi di dollari per le esportazioni. Ciò rappresenterebbe il 48.3% del PIL per le importazioni e il 39.1% del PIL per le esportazioni (dati della Banca Mondiale). Anche in questo caso, si presenta un’opportunità per l’Italia: l’opportunità di crescere in una mutua collaborazione con un paese emergente, che si apre alla possibilità di trasferire il know-how non solo come trasferimento di conoscenza ma anche come modello di business.

In questo articolo, vengono analizzati due paesi (Marocco e Tunisia), ma dovremmo sempre tenere a mente che il continente africano è composto da ben 54 paesi. Paesi e realtà che a loro volta presentano varie opportunità per il commercio italiano.
Inoltre, questo particolare periodo di emergenza sanitaria comporterà necessariamente un maggiore sviluppo dello scambio intra-continentale. Di conseguenza, vi sarà uno sviluppo delle filiere di produzione e distribuzione di bene. Oggi più che mai, è fondamentale porre attenzione a tematiche quali sostenibilità, impatto sociale e impatto ambientale. Questi sono obiettivi impossibili da raggiungere se non attraverso la cooperazione e la collaborazione reciproca. “Cooperare” deriva dal latino “cum”, ossia “insieme” e “operari”, ossia “operare”, in sintesi: lavorare insieme, direzionarsi verso un medesimo punto. Ecco, questa cooperazione è necessaria al fine di raggiungere profitto, benessere e crescita da entrambe le parti. Questo va fatto nel mutuo rispetto dell’ambiente e della sostenibilità, perché come diceva il filosofo Bertrand Russell “L’unica cosa che può riscattare l’umanità è la cooperazione.”

– Aurora Vari