Il forum economico e commerciale Italia Africa Business Week è stato oggetto di un’intervista sul giornale camerunese Detective lo scorso mese di luglio 2018.

YVES TCHOUAFFI

Può presentarci l’Italian-Africa Business Week ?
L’IABW è un forum che mira à mettere in relazione le imprese italiane e africane, ma anche camerunesi. Il forum è oggi alla sua seconda edizione che avrà luogo dal 17 al 18 ottobre 2018 a Roma in Italia. Sarà l’occasione per gli imprenditori di poter stabilire: partenariati tecnici, partenariati finanziari, sviluppare brand, trovare soluzioni per i loro prodotti e servizi, trovare rappresentanze o agenzie, trovare fornitori diversi. Ecco questa è una sintesi degli obiettivi di IABW. Devo anche dire che l’Africa è il futuro, gli italiani l’hanno capito, hanno capito che c’è del buono in Africa. Infatti sarebbero interessati ad investire in Africa.
Non tutti hanno i numeri delle grandi aziende che conosciamo già e che sono presenti sul territorio camerunese, come per esempio PICCINI, PIZZAROTI, BONIFACI, o ALPICAM.

Le piccole e medie imprese italiane gradirebbero quindi, anche loro, trovare partner che permettano loro di mettere piede sul continente. È un continente che non conoscono tanto quanto altre potenze economiche.
Un forum quindi come IABW è molto interessante. Abbiamo avuto l’appoggio: del Ministero degli Affari Esteri italiano; dell’Associazione di tutte le camere delle categorie professionali italiane; della Confederazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese italiane; del fondo alimentare mondiale.
Ci sono tanti partner e possiamo aggiungere l’Istituto del Commercio Estero italiano, più o meno l’equivalente di Business France in Francia.

Quali sono i settori che interessano alle imprese italiane?
Sono imprese che mirano a investire nel settore immobiliare, le infrastrutture, l’agroalimentare, le energie rinnovabili, il biomedicale, tra gli altri. Quindi cercano aziende che possano accompagnarle oppure che possano essere partner.

Quale credibilità lei da a questo forum a livello di Camerun per gli imprenditori locali che vorrebbero partecipare al vostro evento?
Siamo molto felici di aver avuto un accoglienza molto calorosa da parte delle autorità. Che sia al ministero del Commercio, al ministero delle Piccole e medie imprese, al ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, tutti, ci hanno risposto calorosamente e hanno pronunciato parole di incoraggiamento. Hanno messo delle risorse a nostra disposizione per aiutarci ad andare avanti.

Hanno individuato le diverse camere che avrebbero potuto darci delle informazioni necessarie.

A questo livello è già molto incoraggiante perché a volte abbiamo un’immagine negativa del nostro governo ma con questo gesto il governo dimostra la sua volontà di operare per lo sviluppo del Camerun e che crede che, come la Cina, ci si può sviluppare con partenariati win-win.

Cosa possono vendere in Italia le PMI camerunesi?
È vero che le misure sono diverse. Cioè che il concetto di piccola e media imprese cambia da un continente all’altro, e in Italia, quando si parla di PMI non è sempre la stessa grandezza di ciò che si ha in Camerun. La prova è che per aprire una PMI in Italia il capitale richiesto è molto più importante di quanto richiesto in Camerun. Ma ciò che è interessante è che ci sono PMI dinamiche che fanno manioca, cacao, pepe di Penja, caffè, cotone, sesamo, peperoncino, pomodori e altre materie prime. Le imprese italiane ne sono molto interessate.

Gli acquirenti stimano che, se ci si può avvalere di intermediari, finanche il produttore agricolo può avere un guadagno migliore.

Lei sa che in certi settori ai contadini spetta appena il 2% di ciò che viene prodotto per esempio nel cacao; fonte: Finacialafrik.com.

I traders guadagnano bene a volte più di alcuni piccoli produttori. Quindi è interessante se si può creare un collegamento tra i piccoli produttori camerunesi raggruppati in GIC. Da questo punto di vista abbiamo degli acquirenti interessati ad acquistare, già lo fanno in America Latina ma gradirebbero cominciare anche in Africa. Per questo obiettivo pongono tre condizioni principali. La prima è di essere autorizzati a esportare verso l’Unione Europea ossia avere i certificati validi in base alle leggi europee; essere in grado di rispettare i tempi e rispettare le quantità richieste.

Lei parla tanto di materie prima ma oggi il dato in Africa mostra una tendenza che porta ad un’economia introverso tramite la trasformazione locale. A quale livello le imprese italiane possono essere utili per raggiungere quest’obiettivo?
È vero che ho parlato delle materie prime ma c’è anche la possibilità della trasformazione locale. Finanche nelle teorie di management – pensiamo a quella di “Uppsala” – non si incoraggiano le aziende appena arrivate in un nuovo mercato a cominciare con le trasformazioni locali, ma se queste ultime trovano un partner di cui hanno fiducia, possono impegnarsi.

Una trasformazione locale richiede investimenti locali, quindi sono rischi e ci sono molti parametri da prendere in considerazione.

Tuttavia esistono già imprese italiane impegnate nella trasformazione locale in Camerun.

Possiamo citare ALPICAM, possiamo parlare della case che saranno costruite qui da PIZZAROTTI, ci sarà sicuramente un impatto locale.

In secondo luogo, trasformare in loco è per loro meno oneroso. Se queste aziende già trasformano in Cina, perché non venire in Africa dove c’è già un’evoluzione in questo senso in Africa orientale.

Perciò bisognerebbe avere un quadro legislativo attraente; la legge che incoraggia gli investimenti in Camerun è un buon inizio. Più trasformate meno tasse pagate allo Stato. Il futuro è qui in Africa, la classe media che consumerà queste produzioni si trova qui.

Gli stranieri saranno sicuramente numerosi e sposteranno la loro residenza in Africa. Guardate per esempio la Costa d’Avorio dove c’è una forte comunità straniera e ovviamente francese, ciò vuol dire che c’è la necessità di un consumo locale.

Sarà senza dubbio anche il caso del Camerun con tutti gli investimenti che si stanno facendo.

Quali sono i modi pratici per gli imprenditori camerunesi che gradirebbero entrare in contatto con colleghi italiani attraverso questo forum?
I modi sono semplici. Abbiamo messo in piedi un pacchetto di partecipazione che comprende il trasporto aereo col nostro partner Ethiopian Airlines. C’è anche lo spostamento all’interno dell’Italia, il vitto, l’alloggio, la partecipazione all’evento e lo stand. Basta solo mettersi in contatto con noi, al 690 55 41 01 / 680 63 75 53 / 222 209991 / trading.gservices@gmail.com/ facebook.com/ETSTGA per aver un invito e noi seguiamo tutto l’iter per garantirvi di far parte dell’evento.

È sufficiente quindi pagare le tasse d’iscrizione da versare sul nostro conto locale. Stiamo anche lavorando su un altro piano per cercare media partner che possano coprire il dopo evento e avere un resoconto al ritorno sul livello di soddisfazione delle aziende camerunesi che avranno partecipato attraverso le pubblicazioni.

Cosa risponderebbe ai camerunesi che sono interessati dal suo evento ma che ancora dubitano sulla credibilità di questo progetto poiché, un certo numero di iniziative di questo tipo sono finite in un flop?
Il dubbio è normale. Ci sono molte persone che si fanno ingannare sullo straniero ma abbiamo accettato di impegnarci perché abbiamo visto i primi risultati e le garanzie sono state date da tutte le istituzioni che ho già citato. Inoltre abbiamo contattato l’Ambasciata d’Italia in Camerun che è già al corrente di quello che facciamo. Quindi è un appuntamento serio.

Altra garanzia è che facciamo la promozione per conto di un’azienda locale che rappresenta la marca di vino Lambrusco Rose di Bacco già da due anni qui in Camerun.

Sono tante garanzie che dimostrano che non ci siamo svegliati una mattina per fare questa promozione. Ci sono molti partner che ci seguono, come per esempio Canal2 International, il Détective, il Quotidien de l’Economie, il giornale online «60 min » oppure Ethiopian Airlines, che aveva partecipato l’anno scorso alla prima edizione a Roma.

Se queste realtà hanno scelto di associare la loro immagine a quest’edizione è perché stimano che ciò possa portare grandi ricadute.

All’incirca quanti partecipanti stimate per quest’edizione?
Ci aspettiamo tra le cinquanta e le cento partecipazioni. È possibile perché ci siano molti imprenditori che sono interessati, che cercano nuovi partners.

Il savoir-faire italiano è interessante, soprattutto perché sono piccole imprese come le imprese tedesche chiamate «Mittelstand », che sono riuscite a sviluppare un savoir-faire e un’esperienza in domini specifici.
Quindi si tratta di buone collaborazioni da cui imparare molto.

Qual’è il bilancio della prima edizione, gli imprenditori camerunesi sono stati soddisfatti?
Ci sono imprenditori che sono stati soddisfatti, l’hanno fatto sapere attraverso interviste e un video è disponibile sulla nostra pagina Facebook.com/ETSTGA realizzato da «Vision Channel Africa»; più edizioni ci sono, più l’evento suscita interesse.

In Camerun, è la prima mobilizzazione di quest’ampiezza perché era necessario presentare un’edizione precedente.

Bisogna pur vendere un concept che abbia una tracciabilità. Ora, abbiamo una prima edizione che è stata fatta, abbiamo qualcosa di concreto da vendere.

Oggi facciamo la promozione della seconda edizione perché sappiamo che si tratta di un evento a lungo termine e sono questi imprenditori che si saranno iscritti prima del 10 settembre 2018 che torneranno e esprimeranno la loro soddisfazione; prima è meglio in modo da avere più tempo per trovare imprese partner corrispondenti alle vostre attese.

Vorrei ricordare che sarà anche presentata la prima banca italiana «INTESA SANPAOLO» che finanzia lo stadio d’Olembe per un valore di 139 miliardi di F CFA. È anche un appello alle banche che cercano partner, potranno trovare collaboratori finanziari di taglia o sollecitare la diaspora ad aprire conti bancari nel paese; pensiamo ovviamente alle banche panafricana come ECOBANK o UBA.

Infine siamo convinti che è un incontro da sostenere, i dubbi saranno risolti una volta che ci contatterete nei modi già descritti. Siamo pronti a dare tutte le garanzie e informazioni necessarie.

 

file PDF del giornale DETECTIVE