Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore la African Continental Free Trade Area (AfCFTA), ma che impatto avrà sulle relazioni economiche con l’UE?

 

Nel 2000, l’Unione Europea e l’Unione Africana hanno firmato la Convenzione di Cotonou, valida fino al 2020. Pertanto, da 20 anni la Convenzione regola la cooperazione tra l’UE ei suoi paesi partner. Durante il vertice dell’Unione africana del 2012 è nata l’idea di istituire un’area di libero scambio, ma i negoziati sono iniziati solo nel 2015. Nel 2018 a Kigali (Ruanda) sono stati firmati tre accordi: “Accordo di libero scambio continentale africano”, “Dichiarazione di Kigali” e “Protocollo sulla libertà di movimento” al fine di poter viaggiare liberamente tra i paesi (senza visto). Nel settembre 2018, l’ormai Ex-presidente della Commissione europea Juncker ha lanciato “Africa-Europe Sustainable Investment and Employment Alliance”, un piano d’azione volto a rivitalizzare le relazioni commerciali, stimolare gli investimenti e creare posti di lavoro in Africa.

Dal 2021 dunque, l’AfCFTA diventa effettivo, si tratta di un accordo per stabilire un’area di libero scambio tra 54 stati (su 55 stati che compongono il continente africano), che diventerà la più grande area di libero scambio al mondo. Ciò significa che le relazioni con i paesi terzi non dovrebbero essere assolutamente ridotte, ma dovrebbero svilupparsi internamente e contemporaneamente alle loro politiche economiche. Ricordiamo inoltre che l’AfCFTA rappresenta il raggiungimento di uno degli obiettivi dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana.

 

Ma quali saranno le prospettive future dell’AfCFTA? Per quanto riguarda i dati della Banca Mondiale, l’AfCFTA coinvolgerà un totale di 1,3 miliardi di persone (può raggiungere 1,7 miliardi nel 2030) e il PIL stimato a parità di potere d’acquisto (PPA) sarà di circa 6.700 miliardi. Inoltre, il consumo totale coinvolto è stimato a 4.000 miliardi e ci sarà una riduzione del 90% delle tariffe.

Gli obiettivi dell’AfCFTA sono ambiziosi: promuovere lo sviluppo degli scambi intra-africani, eliminare le barriere tariffarie e non tariffarie su beni e servizi, contribuire al progresso economico e sociale del continente.

L’attuazione dell’AfCFTA offrirà interessanti opportunità nel commercio e negli investimenti anche per l’Unione Europea. Oggi, il commercio tra l’UE e l’Africa rappresenta circa un terzo delle importazioni e delle esportazioni totali dell’Africa, nessun altro partner commerciale in Africa può raggiungere un livello simile. Sappiamo infatti che l’Unione Europea è uno dei principali investitori in Africa: nel 2017 (prima della Brexit), lo stock di investimenti europei era di circa 260 miliardi di euro, che equivale al 40% del totale degli investimenti esteri diretti in Africa.

Pertanto, da una prospettiva europea, l’accordo di libero scambio africano è un passo intermedio verso l’istituzione della zona di libero scambio intercontinentale UE-Unione africana. A tal fine, l’UE sostiene la sua attuazione politicamente, tecnicamente e finanziariamente, soprattutto in termini di investimenti in infrastrutture e promuovendo l’inclusione e la sostenibilità degli accordi. Dunque, la Commissione europea raccomanda che l’Unione africana e l’Africa sviluppino una nuova strategia globale, concentrandosi su cinque aree prioritarie:

  • transizione verde;
  • trasformazione digitale;
  • crescita sostenibile e occupazione;
  • pace e sicurezza;
  • migrazione e mobilità.

In primo luogo, la strategia può fungere da centro politico delle relazioni UE-UA, modificando l’attuale quadro decentralizzato, comprendendo numerosi piani e accordi settoriali nelle principali aree politiche (sviluppo, commercio, immigrazione, sicurezza, cambiamento climatico e diritti umani).

In secondo luogo, la strategia può essere uno strumento per stabilire una politica di riavvio comune nella fase successiva al Covid-19. La pandemia ribadisce l’urgente necessità, già riconosciuta dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, di promuovere investimenti sostanziali nei servizi pubblici per garantire la copertura sanitaria universale, l’accesso alla protezione sociale e standard di istruzione e ricerca adeguati. È necessario stabilire un partenariato forte ed efficace tra l’UE e l’Unione africana e trarre insegnamenti dalla gestione delle epidemie, dando la priorità al rafforzamento dei sistemi sanitari, sociali ed educativi per ridurre le disuguaglianze e costruire una società resiliente.

 

Le importazioni in tre settori (prodotti chimici, gomma e plastica, alimenti trasformati e tessili) stanno crescendo e il Nord Africa e l’Africa occidentale svolgono un ruolo importante in questo campo.

 

In conclusione, l’economia mondiale sta rallentando e i prezzi delle materie prime dovrebbero rimanere stabili. In tali circostanze, la creazione di un vasto mercato africano dell’area di libero scambio offre un’eccellente opportunità per aiutare i paesi membri a raggiungere la diversificazione delle esportazioni, crescere più rapidamente e attrarre investimenti diretti esteri. Inoltre, il reddito effettivo derivante dalla liberalizzazione tariffaria nell’ambito dell’Accordo di libero scambio africano sarà considerevole, ma i principali vantaggi verranno dalla riduzione delle barriere non tariffarie e dalle misure di facilitazione degli scambi. La realizzazione del pieno potenziale dell’Area di Libero Scambio Africana dipende dall’attuazione di un’ambiziosa liberalizzazione tariffaria, dalla riduzione drastica delle barriere non tariffarie e dall’adozione di misure attive di facilitazione degli scambi.

 

 

 

Aurora Vari

 

Riferimenti:

 

  • “The African Continental Free Trade Area: Economic and Distributional Effects” World Bank Group 2020

https://openknowledge.worldbank.org/bitstream/handle/10986/34139/9781464815591.pdf